17/09/2019

Il progetto “Musiké Areté” giunge nella fase conclusiva 

MYSTERIA “STANZE MUSICALI” di Claudia Lucia Ostuni e Simone Falcone

E' questo il titolo del brano dei due ricercatori impegnati nel viaggio-studio, alla scoperta del mondo magno-greco tra Taranto, Albania, Grecia e Montenegro. Di seguito le considerazioni dei 2 ricercatori e compositori.

Claudia Lucia Ostuni, autrice testi: «Un flusso di coscienza» 

Viaggi, visite, studio, scrittura, l’esperienza. «Esperienza stimolante, mi ha consentito di scrivere studiando in quanto il mio impegno di autrice prevedeva un lavoro a monte, prima di cimentarmi nella scrittura. Dovevo prima conoscere un mondo diverso dal nostro e successivamente scrivere l’opera: ho imparato moltissimo, gran parte delle nozioni apprese nel viaggio di studio le ho inserite nel lavoro».

Un aspetto interessante. «La bellezza del viaggio dal punto di vista umano. Visitare posti splendidi e realtà diverse, aver conosciuto italiani all’estero, gente del posto con cui mi sono subito trovata in perfetta sintonia».

L’importanza dei tutor. «Grande impegno, c’era la voglia di farci conoscere storia, siti archeologici, musei, cultura; a me e al collega, Simone Falcone, compositore della musica, toccava studiare i diversi aspetti da mettere a frutto per la realizzazione del nostro lavoro, c’era tutto l’interesse nel conoscere quanto ci veniva raccontato, spiegato».

L’aspetto più impegnativo nella composizione di “Mysteria”. «Intanto lo studio stesso: più nozioni raccoglievo, meno complicato sarebbe stato scrivere il testo. Scrivere è stato un flusso di coscienza, molto bello; l’aspetto più complicato: approcciarmi ad una realtà che – avendo studiato Lettere moderne – non avevo mai considerato in modo approfondito, dunque la Grecia antica: in corso d’opera mi dicevo “Ma quante nozioni devo apprendere, quanto c’è ancora da scoprire?”. Anche in questo si è dimostrato decisivo l’aiuto dei nostri tutor, in particolare l’archeologo del MarTa e della stessa istituzione museale che ci ha fornito libri ed elementi sui quali studiare: mi è sembrato di tornare all’università, tutto molto bello».

Dalla Magna Grecia alla taranta. «L’opera doveva rispecchiare le forme metriche della musica antica, Grecia, Magna Grecia; Falcone ha pensato anche alla taranta, fenomeno che deriva proprio da quella musica di un tempo; il collega mi aveva spiegato in cosa consistesse la musicalità, così sulla base dei suoi input ho scritto l’opera; lavorato su personaggi di pura fantasia riallacciandomi al lavoro di Simone, disponibile ad ogni mia domanda, non essendo competente in materia musicale».

Simone Falcone, compositore: «Da Sicilo alla pizzica»

Interessante visitare i musei e non solo. «Bello rivivere, attraverso lo studio, le ambientazioni di un tempo, capire quanto c’è ancora da scoprire; nei parchi archeologici, specialmente: quello che vedevamo – spiegavano i nostri tutor, straordinari – era solo il 5% del totale purtroppo ancora sepolto; dunque, si può solo immaginare cosa ci fosse sotto i nostri piedi; partendo da lì siamo venuti a conoscenza di varie tradizioni musicali, folkloristiche, da cui, poi, prendere spunto per ritmi e stesura del brano originale: 7/8, 5/4, per rendere omaggio a queste terre; lo stesso ho fatto con la pizzica salentina, che ha dato luogo alla nascita della cultura magno-greca».

Nello specifico di “Mysteria”. «La struttura del brano è molto schematica, suddivisa in cinque “stanze”, queste rappresentano il corso della vita: nascita, adolescenza, matrimonio, salute e morte. Non è stato difficile uscire da ognuna di queste “stanze”: avevo già individuato i temi principali. Mi sono ispirato anche all’epitaffio di Sicilo, la più antica melodia a noi tramandata su un blocco di pietra».

Interagire con Claudia. «Insieme abbiamo svolto un gran lavoro; molto intenso, fatto di confronti, mail, telefonate: lei proponeva un testo, io le dicevo se questo potesse calzare con una certa scrittura musicale; qualche parola in apparenza più tecnica, meccanica, è stata sostituita senza però perderne il significato. Abbiamo stabilito un grande affiatamento, buona parte del lavoro lo avevamo già abbozzato prima di visitare i siti archeologici; a seguire, ampliate le nostre conoscenze, abbiamo perfezionato l’intero lavoro».

Conferenza stampa di presentazione

Taranto, Salone degli Specchi, Comune di Taranto


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