

Il Nuovo Teatro Verdi nasce come teatro sospeso, una grande struttura in acciaio progettata nel 1966 dall’architetto Enrico Nespega, che unisce modernità e memoria storica. Edificato sopra un importante sito archeologico romano scoperto nel 1964, conserva sotto la sua imponente struttura resti di strade e basamenti antichi, visibili dal foyer attraverso un pavimento in cristallo. Con 40mila metri cubi di volume, 4.500 mq di superficie e una sala da 995 posti, è tra i principali teatri del Sud Italia. Il palco, tra i più ampi del Mezzogiorno, lo rende uno spazio scenico di rilievo nazionale. Inaugurato il 20 dicembre 2006 con un concerto diretto da Riccardo Muti, rappresenta oggi un simbolo culturale per Brindisi.


La Sala della Colonna, all’interno di Palazzo Granafei-Nervegna, custodisce il capitello romano originale (II-III sec. d.C.), mirabile esempio di arte severiana. Decorato con foglie d’acanto e dodici figure scolpite, raffigura divinità marine come Nettuno, Anfitrite, Oceano e Teti; agli spigoli compaiono coppie di tritoni intenti a suonare conchiglie. Il capitello apparteneva alle celebri colonne che segnavano il termine della Via Appia e l’ingresso al porto: una crollò nel 1528 e fu poi donata a Lecce nel 1657. Rimosso nel 1960 per motivi di tutela, dal 2007 è esposto in una sala dedicata insieme ai rocchi originali e ai resti della domus romana sottostante.


Il Museo Archeologico Regionale Francesco Ribezzo fu istituito nel 1884 presso il Tempio di San Giovanni al Sepolcro per accogliere i reperti provenienti dagli scavi cittadini, diventando presto riferimento per l’archeologia locale. La prima sede risultò insufficiente e, dopo il recupero degli spazi dell’ex Ospedale accanto al Duomo, il museo riaprì nel 1958 arricchito da nuove scoperte emerse nel centro storico e nella provincia. L’ingresso è caratterizzato dal suggestivo portico dei Cavalieri Templari. La sede rinnovata, inaugurata nel 2009, propone un percorso espositivo su due livelli che racconta le civiltà del territorio dalla preistoria all’età romana.


La Chiesa di San Giovanni al Sepolcro è un edificio romanico dell’XI secolo nel centro storico di Brindisi, oggi chiuso al culto ma visitabile. Di età normanna, secondo la tradizione fu eretto da Boemondo al ritorno dalle Crociate. La pianta circolare richiama i modelli ispirati al Santo Sepolcro di Gerusalemme, diffusi nel Medioevo. Appartenne ai Canonici del Santo Sepolcro fino al 1489, quando papa Innocenzo VIII ne trasferì i beni ai Cavalieri di San Giovanni. Danneggiata dal terremoto del 1761, perse gran parte degli affreschi; restaurata nell’Ottocento, ospitò il Museo Civico. Scavi interni hanno rivelato resti romani, tra cui il pavimento di una domus visibile sotto l’aula.


L’Ex Convento di Santa Chiara, nel centro storico di Brindisi vicino a Piazza Duomo, è un prestigioso edificio del XVI secolo oggi destinato ad attività culturali. Restaurato e gestito da Yeahjasi Brindisi APS nell’ambito del progetto “Luoghi Comuni”, è conosciuto come “Santa Spazio Culturale”. Il complesso, su due piani a forma di L, offre ambienti luminosi e insonorizzati attrezzati per concerti, workshop, formazione e conferenze, con impianti audio-video. Comprende un giardino interno con ulivo e la Biblioteca del Vicolo; al piano superiore ospita cartografie ottocentesche di Benedetto Marzolla. Fondato nel Cinquecento, fu convento di clausura e poi orfanotrofio. Oggi è un centro vitale per l’aggregazione culturale cittadina.