Il progetto Grandi Eventi negli anni passati ha visto la partecipazione di centinaia di coristi provenienti da decine di compagini corali del territorio regionale le quali, di ritorno, hanno visto accresciute le qualità vocali e musicali dei singoli coristi e direttori che vi hanno preso parte traendone in tal maniera giovamento per l’intero coro. 

Il progetto Grandi Eventi 2018 approfondirà un capolavoro sacro quale la Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini in occasione del 150° anniversario della sua morte. Il progetto sarà ancora una volta articolato in due fasi ben distinte: una di formazione e una successiva meramente concertistica. La fase formativa è una vera e propria Scuola di formazione corale aperta a tutti i coristi che abbiano desiderio di approfondire le proprie competenze musicali e corali in particolare.

L’inizio è previsto ad ottobre del 2017 per terminare ad aprile 2018 per 70 ore di formazione affidata ai docenti Andrea Crastolla, Luciano Fiore e Beppe Naviglio. La fase concertistica, conseguente a quella formativa, vedrà la realizzazione della produzione in collaborazione con il mondo professionistico, l’Istituzione Concertistica Orchestrale Magna Grecia affidata alla prestigiosa direzione del maestro Gianluigi Gelmetti per ulteriori 30 ore.

Rossini abbandonò la composizione di opere liriche dopo il successo ottenuto con la sua ultima composizione per il teatro, il Guglielmo Tell (1829). Da allora, quando aveva trentasette anni, si dedicò ugualmente alla composizione dedicandosi però alla musica da camera e sacra senza pubblicare alcun lavoro eppur lasciando capolavori specialmente in àmbito sacro.Di questi, due sono considerati tra i migliori capolavori della musica del XIX secolo: lo Stabat Mater, composto nel 1841, e la Petite Messe Solennelle, composta nel 1863, cinque anni prima della sua morte ed ultimo peccato di vecchiaia, come il compositore amava definire i suoi lavori di età senile. Capolavoro nuovo, quasi azzardato per anni in cui imperava il romanticismo, con la sua melodia, che solo in seguito sarà valutata come capolavoro rossiniano: esso anticipa i tempi della musica moderna dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche che si svilupperanno ben oltre la metà dell'Ottocento per giungere agli inizi del Novecento. La Petite Messe Solennelle fu scritta per coro, quattro solisti, due pianoforti e un armonium. Rossini la volle anche orchestrare, nel 1867, sia perché spinto da più parti ma, soprattutto, ritenendo che se l'orchestrazione fosse stata fatta da qualcun altro musicista dopo la sua morte, l'opera non avrebbe avuto quella caratteristica per cui la scrisse.

La messa fu eseguita per la prima volta privatamente il 14 marzo 1864 a Saint-Georges (Parigi) presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, moglie del banchiere Pillet-Will e dedicataria della composizione. L'opera si compone di quattordici pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica e si inserisce fra le composizioni di spiccata originalità, fornite di un'alternanza tra musica da chiesa e musica profana: il Kyrie per soli, coro, pianoforti e armonium; il Gloria per soprano solo e coro, pianoforti e armonium; il Gratias agimus, un terzetto per mezzosoprano, tenore e basso; il Domine Deus, pagina affidata al tenore e preceduta da una introduzione pianistica; il Qui tollis, duetto tra soprano e contralto introdotto anch'esso dal pianoforte; il Cum Sancto Spiritu per soli e coro che conclude la prima parte dell'opera. Il Credo rappresenta l'inizio della seconda parte della messa ed è per coro. Segue subito dopo il Crucifixus introdotto dal pianoforte, in cui si innesta la voce del soprano; l'Et resurrexit per soli e coro; il Preludio religioso per pianoforte solo, il brano strumentale più lungo dell'opera, che dura circa otto minuti; il Sanctus, un coro "a cappella"; l'O salutaris Ostia, penultimo brano per soprano solo e pianoforte; infine l'Agnus Dei che chiude la sequenza dei brani della messa, pieno di intensa melodia che presagisce una visione di pace duratura intonata dal contralto, a cui fa eco il coro a voci sole e quindi le voci corali che unitamente al contralto solista ed agli strumenti concludono il capolavoro rossiniano. Nel 1869 avviene la prima pubblica nel Théâtre-Italien di Parigi nella seconda versione e nel Teatro Comunale di Bologna come Messa Solenne e nel 1878 nel Teatro Regio di Parma.


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